15 Agosto 2008

SINGAPORE - BALI

Ci svegliamo con il rumore della pioggia battente. Non ci perdiamo comunque d’animo e, dopo colazione, ci incamminiamo verso Little India. Il quartiere dista a circa mezz’oretta dal nostro albergo. Pioviggina leggermente, ma non ci perdiamo d’animo e, cartina alla mano, raggiungiamo la nostra destinazione. Il tempo purtroppo non è dei migliori e questo frena molto la nostra attività fotografica. Girando un po’ nel quartiere abbiamo modo di gustarci la particolarità di questa gente e del loro modo di vivere, restiamo molto colpiti dalla tipologia di merce in vendita nei negozi e sulle bancarelle ( articoli di abbigliamento tradizionale, tessuti e addobbi per la casa riccamente decorati, cd musicali e DVD di artisti locali … ) un bel mix etnico rovinato da un forte acquazzone che ci costringe ad acquistare degli ombrelli ed andare via.
Decidiamo perciò di lasciare Little India ci incamminiamo verso Orchard Rd., la via dello shopping. Più che altro cerchiamo un riparo dalla pioggia incessante. Il primo Centro Commerciale che incontriamo è nostro e, senza guardarsi tanto intorno, entriamo.
E’ quasi ora di pranzo, quindi dopo avere curiosato qua e là nei negozi, scegliamo di fermarci in un sushi bar. Alice è elettrizzata dal nastro trasportatore che, dalla cucina, passa da tavolo in tavolo e sul quale sono in bella mostra le varie preparazioni della cucina giapponese. E’ uno spasso per molti di noi che per la prima volta sperimentano questo tipo di menù !
Alle 15:00 siamo già in hotel per prelevare le valigie e prendere il taxi che ci condurrà all’aeroporto. Il nostro volo Jet Star per Denpasar è previsto per le 18:35 e parte con puntualità. Sono molto soddisfatta del rapporto qualità / prezzo di questa compagnia low-cost australiana, da considerare per altri voli intra-Asia.
Come previsto, alle 21:00 atterriamo sull’isola di Bali. Espletate le formalità doganali, con relativo acquisto del visto d’ingresso, usciamo dal terminal e raggiungiamo l’autista che ci sta aspettando … Il tragitto aeroporto – hotel è breve, ma l’intenso traffico di quell’ora ci fa avanzare con difficoltà. Il PURI BAMBU HOTEL si trova a Jimbaran; purtroppo l’oscurità non ci permette di vedere bene com’è il paesaggio circostante, certo è che la prima impressione non è proprio delle migliori. La struttura è pure in ristrutturazione e l’ingresso provvisorio è piuttosto squallido … Ci risolleviamo il morale quando entriamo nelle nostre rispettive stanze: sono ampie, pulite e molto accoglienti.
Su nostra richiesta ci facciamo accompagnare in un vicino ristorante; abbiamo parecchio appetito e non ce la sentiamo di saltare la cena. Il locale è sulla spiaggia e i tavoli sono proprio sulla sabbia, vista la tarda ora non ci sono molti avventori quindi ci gustiamo un delizioso piatto di pesce grigliato con contorno di riso, patatine e verdure con la sola compagnia del rumore del mare. Bellissimo !
Ci riaccompagnano in hotel e, stanchissimi andiamo a dormire. Oggi è stata una giornata lunga e faticosa ma siamo tutti felici.

 

16 Agosto 2008

BALI Jimbaran – Kuta – Denpasar – Luhur Ulu Watu

Alle 8:00 siamo tutti in piedi. La colazione a buffet accontenta tutti i palati e davanti ad un delizioso pancake ala banana facciamo un programma per la giornata di oggi. Se alla reception ci possono procurare un autista, sarebbe una bella idea farci accompagnare a Kuta e nei dintorni. Alle 9:30 finalmente arriva il ragazzo, parla uno scarso inglese ma per tutta la giornata si dimostrerà disponibilissimo e sempre pronto ad accontentarci.
La prima tappa è Kuta. Come indicato da tutte le guide, si dimostra effettivamente un centro caotico. Il traffico si dimostra critico già a parecchi chilometri dalla cittadina; è incredibile il numero di due ruote in circolazione e la quantità di passeggeri per ogni motocicletta: ne abbiamo viste anche con 5 persone, da non credere !
La prima cosa che vediamo a Kuta è la spiaggia. Molto bella, lunga e di sabbia chiara. Qui troviamo diversi soggetti interessanti da fotografare: in primis un rituale alle divinità, poi i surfisti. Dopo questa “poesia”, decidiamo di esplorare i vicoli: c’è tantissima gente e traffico congestionato, la maggior parte dei negozi si fregia con i marchi più conosciuti, tipico delle località turistiche … insomma non è proprio il massimo per noi, così decidiamo di tornare indietro. Avvisiamo il nostro driver che facciamo una pausa per mangiare un boccone, ma lui preferisce starsene per conto suo e ci aspetta con infinita pazienza.
Dopo pranzo torniamo alla macchina e lui ci propone di dirigerci verso Denpasar. Anche questo tragitto si dimostra pittoresco: lunghe attese ai semafori, motorini che tagliano la strada e traffico al limite del collasso. Arranchiamo faticosamente e dopo un tempo lunghissimo ( le due cittadine distano meno di 10 km. l’una dall’altra ) arriviamo nella capitale. Denpasar è famosa soprattutto per il suo mercato ed è lì che siamo diretti. Come al solito l’autista ci lascia davanti all’entrata e ci dà istruzioni dove trovarlo al nostro ritorno. A differenza di Kuta, qua non si vedono le orde di turisti. Questo non solo ci fa assaporare per la prima volta uno scorcio di tipica vita balinese, ma è stato piacevole vedere come viene vissuta la quotidianità, almeno per quanto riguarda gli acquisti. Articoli fatti artigianalmente ( ceste e contenitori vari ), prodotti alimentari ( frutta, verdura e pesce ) accatastati alla belle e meglio, anche il reparto abbigliamento ha quel qualcosa di speciale. Sebbene nessuno di noi sia stato sopraffatto dall’impulso di acquisto, ce ne andiamo con il gustoso ricordo di aver visto un bell’esempio di mercato balinese.
Non siamo nemmeno a metà pomeriggio quindi desideriamo vedere qualcos’altro. Lonely Planet alla mano, chiediamo all’autista di accompagnarci a Pura Luhur Ula Watu, situato sulla costa all’estremo sud dell’isola. Tenendo presente che dobbiamo sorbirci di nuovo l’asfissiante traffico verso Kuta e oltre, partiamo muniti di grande pazienza. Il tragitto ci porta via oltre un’ora di tempo prezioso, ma riusciamo ad arrivare in tempo per gustarci i meravigliosi colori del tramonto. E’ il primo tempio che visitiamo, quindi siamo euforici, soprattutto quando dobbiamo indossare il sarong e veniamo a contatto con le scimmie dispettose che vivono in questo luogo sacro. Nonostante l’avviso di nascondere cappelli, occhiali e altri oggetti appetibili, numerosi turisti vengono “derubati” dai primati. Anche Alex subisce il suo primo furto: una scimmia gli sottrae agilmente dalla tasca del borsone la pompetta per la pulizia del sensore della macchina fotografica. Inutili i tentativi per recuperarla; oramai la bestiola se l’è smangiucchiata per bene !
Da lì a poco, nell’adiacente anfiteatro, va in scena uno spettacolo di danza Kecak. Sarebbe anche interessante, ma va un po’ troppo per le lunghe ( un’ora abbondante ), l’assiepamento di turisti unito all’ esoso prezzo del biglietto mi fanno pentire di aver sacrificato la possibilità di vedere altro, come ad esempio il tempio …
Conclusa la danza, oramai è notte; non ci resta quindi che raggiungere il nostro autista, sperando di scorgerlo tra le centinaia di persone che escono in quel momento diretti tutti al parcheggio.
Rientrati in hotel, ci deliziamo con una squisita cena. Cominciamo ad apprezzare il ristorante del Puri Bambu !

 

17 Agosto 2008

BALI Jimbaran

Giornata di assoluto relax. Dopo colazione ci sistemiamo sulle sdraio in piscina a prendere il sole e a riposarci ( Alice fa anche un po’ di compiti ). Noi adulti prenotiamo anche una seduta di massaggi e, per la modica cifra di € 5,00 a testa, trascorriamo un’oretta assolutamente rigenerante.
Verso le 16:00 usciamo e ci incamminiamo verso la spiaggia. Oggi è il giorno dell’indipendenza dell’Indonesia ( dal colonialismo prima olandese e poi giapponese ) e in cielo svolazzano centinaia di aquiloni bianchi e rossi, i colori della bandiera nazionale. In spiaggia si percepisce questo giorno di festa e molti balinesi si sono radunati qui per giocare con i figli, fare pic-nic o semplicemente per godersi il bellissimo panorama. Gli unici che non hanno tregua sono i pescatori: le barche vanno e vengono e la lavorazione del pesce procede senza sosta. Il tutto viene fatto direttamente in spiaggia con l’inconveniente che scorrono rigagnoli di sangue e qua e là bisogna fare attenzione a dove si mettono i piedi. Il posto è molto suggestivo e non poco tempo viene impegnato agli scatti fotografici, mentre Alice si diverte come una matta a saltare sulle onde.
Il tramonto ha un fascino unico e per un bel po’ catalizza l’attenzione generale.
Per cena decidiamo di restare sulla spiaggia e scegliamo il ristorante THE CUISINE con menù a base di pesce. L’aria serale è frizzante e fresca, per una freddolosa come me una maglietta a maniche lunghe e una pashmina sono fondamentali e li tengo sempre con me.
Rientriamo in hotel a piedi, percorrendo una stradina buia e illuminata solo dai fari occasionali delle auto di passaggio. Un po’ di adrenalina prima di andare a dormire è quello che ci vuole !
Ricevo un’inattesa telefonata in stanza: è Wirta, la nostra guida. Mi chiama per definire gli ultimi dettagli per l’indomani.

 

18 Agosto 2008

BALI Jimbaran – Ubud
Dopo una notte non proprio all’insegna del sonno profondo, alle 7:00 sono già sveglia. Ho tutto il tempo per sistemare i bagagli e fare attenzione a non dimenticare nulla ( tanto è grande la stanza ). Dopo la colazione e check-out, nella hall troviamo Wirte che ci aspetta. Dopo mesi di contatti tramite mail e Facebook eccoci qui; come già appurato nella telefonata di ieri sera, parla un ottimo italiano. Ho l’impressione che con lui andrà tutto bene …
Partiamo alle 8:30 per Ubud; lungo il tragitto ci fermiamo a vedere uno spettacolo di danza Barong. Non siamo per questi eventi turistici, ma ancora Wirte non ci conosce bene quindi accettiamo di buon grado; si tratta comunque di una buona occasione per conoscere altri aspetti della cultura balinese.
Arriviamo a Ubud in tarda mattinata e come prima cosa lasciamo i bagagli al TUNJUNG MAS BUNGALOWS. In città regna il caos totale e la nostra ricerca per un parcheggio risulta complicata, il motivo di tutta questa confusione è la cerimonia di cremazione prevista per oggi. Una grande festa per la dipartita di Niang Rai madre del re, che sta chiamando a raccolta migliaia di abitanti e di turisti. Facendoci largo tra la folla, arriviamo davanti al palazzo reale di Ubud dove campeggia una torre della cremazione alta 24 metri la cui costruzione ha impegnato per mesi i volontari locali e alla cui sommità è sistemato il corpo della defunta – morta lo scorso maggio -.
La cerimonia è molto sfarzosa e consiste nel trasportare la torre e un sarcofago con le fattezze di un toro ( alto quasi 10 metri ) per il mezzo chilometro di strada che separa il palazzo dal cimitero reale Dalem Puri. Il problema è che entrambi i “monumenti funerari” del peso rispettivamente di 10 e 6 tonnellate vengono trasportati a turni di 250 e 200 persone ciascuno. Una lenta processione cadenzata dalle recite dei mantra e dalle percussioni di vari strumenti.
Il caldo rende impossibile resistere a lungo in mezzo alla calca, quindi io e Alice optiamo per fermarci a mangiare qualcosa da OO-PS, un bar-ristorante sulla Jalan Raya Ubud la via principale; il resto del gruppo decide di seguire la massa. I tavoli occupati sono unicamente quelli con vista strada, quindi noi non abbiamo nessun problema a trovare posto all’interno: meglio così, almeno qui si riesce a respirare.
Alle 14:00 Wirta ci raggiunge e ci riaccompagna in hotel; poi ritorna dagli altri che stanno ancora seguendo la cerimonia. Il caldo tropicale ci invita a rilassarci in piscina e, mentre Alice sguazza felice, io scambio quattro chiacchiere con un’ospite australiana.
La struttura è un po’ vecchiotta, ma le stanze sono molto ampie e con un bel balcone; unico neo: la scarsa illuminazione serale. C’è anche una Spa della quale prendo subito un depliant.
Alle 18:30 rientrano tutti, sono sfiniti, affamati e accaldati ma molto felici di aver avuto l’occasione di partecipare a una cerimonia di cremazione induista.
Durante la cena al THE POND ci raccontano i dettagli e l’epilogo della processione: arrivati al cimitero il corpo venne spostato dalla torre al sarcofago: al tramonto il falò fu acceso dai membri della famiglia reale …

 

19 Agosto 2008

BALI Ubud – Goa Gajah – Penelokan – Tegallalang – Pura Tirta Empul

Dopo una colazione consumata in terrazza ( qui non c’è la sala colazione, ma un cameriere ti porta in stanza quello che hai chiesto la sera prima !! ), alle 8:30 siamo in auto con Wirta.
Oggi facciamo un classico giro turistico: casa tipica balinese, Goa Gajah ( grotta dell’elefante ), tempio balinese e poi andiamo a Penelokan. Questo piccolo villaggio sorge su un’altura che permette di ammirare il bellissimo panorama del vulcano Gunung Batur e del lago sottostante. E’ l’ora di pranzo quindi approfittiamo per fare una sosta e mangiare a buffet in uno dei ristoranti del posto.
Sulla strada del ritorno ci fermiamo ad ammirare le bellissime risaie a terrazza di Tegallalang. La nostra guida ci assicura che ne vedremo di migliori l’indomani … mi sembra impossibile che sia così ! Poi visitiamo il Pura Tirta Empul, un tempio molto frequentato sia da turisti che da balinesi. La particolarità di questo luogo è la presenza di vasche rettangolari paragonabili a piscine dove i devoti si immergono per le abluzioni rituali di purificazione: l’acqua che sgorga proviene dalla fonte del fiume Pakrisan ed è considerata sacra.
Torniamo a Ubud nel tardo pomeriggio ma, prima di uscire, ci concediamo una seduta di massaggi. Cena al PUNDI PUNDI, ristorante molto frequentato con un ottimo menù.

 

20 Agosto 2008

BALI Ubud – Ulan Danu Bratan – Jatiluwih – Tanah Lot

Oggi abbiamo programmato di vedere, per prima cosa, la Sacred Monkey Forest che dista a soli 5 minuti dal nostro albergo. Siamo tra i primi visitatori ad entrare e già da subito veniamo a conoscenza di un folto gruppetto di macachi dalla coda lunga che vivono qui. Dopo l’esperienza di Pura Luhur Ula Watu, dove i primati erano piuttosto guardinghi e puntavano ai furti, qui sembrano molto più mansueti e si lasciano avvicinare con più facilità. Ovviamente è necessario non fare movimenti bruschi o alzare la voce, accorgimenti utili a mantenere tranquilli questi esemplari. Alice si diverte un sacco anche quando qualche cucciolo tenta di salirle addosso. Dopo avere acquistato qualche banana anch’io provo l’ebbrezza di avere una scimmia sulla spalla intenta a mangiarsi il gustoso frutto … Passeggiare nella foresta è molto piacevole e rilassante anche se oramai i sentieri iniziano ad affollarsi di turisti. Per noi si può dire che è ora di andare, non prima di essere passati davanti al famoso tempio induista che sorge quasi alla fine per percorso.
La nostra prossima tappa è il tempio sul lago – Pura Ulan Danu Bratan -. Nonostante il cielo sia un po’ coperto, la bellezza di questo luogo è incredibile. Infonde quella sorta di pace e serenità tipici dei luoghi sacri balinesi, ma qui io l’ho percepiti per la prima volta. Nemmeno il servizio fotografico professionale a due sposi ( venuti da Taiwan ) riesce a rompere la magia che emana questo posto … A pranzo Wirte ci accompagna nel vicino villaggio di Pacung. Il LABHAGGA è un ristorante dove si mangia un ottimo buffet e, allo stesso momento, si può ammirare il meraviglioso panorama delle risaie. Anche se non c’è il sole riusciamo a scattare delle belle foto.
Ci dirigiamo poi verso il villaggio di Jatiluwih. E’ qui che si possono ammirare i più bei terrazzamenti: le risaie si estendono a vista d’occhio tra collinette ed avallamenti creando un bel gioco di linee curve. Questo è il paradiso per i fotografi ! Per godere appieno di questo incantevole paesaggio, ovviamente percorriamo a piedi le strette stradine che si snodano tra i campi; il rischio di cadere nell’acqua in cui sono immerse le piantine è notevole. L’orologio scorre veloce e purtroppo dobbiamo partire per Tanah Lot a circa un’ora di distanza.
Questo tempio è in assoluto il più noto di Bali, famoso soprattutto per i suggestivi tramonti.
Per questa ragione al parcheggio troviamo un bel po’ di movimento … raggiunta la costa abbiamo finalmente l’opportunità di ammirare, fra le orde di turisti, questo piccolo tempio del 15° secolo che sorge su un’isoletta rocciosa distante qualche centinaio di metri dalla riva; dato che oggi c’è bassa marea è possibile avvicinarsi a piedi ed in molti hanno avuto la stessa idea. Il tramonto rende senz’altro molto affascinante questo luogo, personalmente però mi hanno colpito di più altri luoghi, forse perché non amo la confusione e la folla in questi contesti.
Rientro in hotel a Ubud e cena di nuovo al PUNDI PUNDI dove a fatica troviamo un tavolo libero; per la sera successiva decidiamo di prenotare.

 

21 Agosto 2008

BALI Ubud – Celuk - Petulu

Domenica. Visto che nei giorni scorsi non abbiamo risparmiato sui chilometri, oggi decidiamo di starcene tranquilli nei dintorni di Ubud. Wirta ci suggerisce di fare una passeggiata nella campagna attorno al villaggio e non accettiamo volentieri senza grandi aspettative. In realtà il giro si rivela molto interessante per il semplice fatto che il paesaggio è molto vario: percorso sul crinale dove incontriamo una coppia di novelli sposi in abiti tradizionali, in mezzo alle risaie dove il lavoro non si ferma mai, foreste, gruppetti di case e atelier di artisti. Facciamo una sosta per gustarci un buonissimo cocktail di frutta seduti in un bar all’aperto circondati ancora una volta dalle risaie … il posto è molto tranquillo e rilassante, per fortuna il tetto di paglia ci sta riparando da un gran caldo !
A questo punto il giro è terminato, quindi saliamo in auto alla volta di Gianyar; siamo in orario pasti quindi la prima tappa è il ristorante. Non ricordo il nome di questo warung e non si riesce a capire nemmeno dalla ricevuta, comunque: menù discretamente buono ma con dei prezzi raddoppiati rispetto alla media, es. una birra Bintang a 32.500 Rupie ( € 2,66 ) rispetto ai 15.000 pagati in tutti gli altri posti !! ); un autentico furto anche se si tratta di pochi euro !
Proseguiamo quindi per Celuk. Il villaggio è noto per la fiorente attività di orafi e gioiellieri; purtroppo la maggior parte dei negozi è chiusa, quindi dopo un giretto a piedi poco soddisfacente, Wirta ci accompagna a Sukawati nel grandissimo show-room di Ange-To-Angel. Siamo gli unici clienti e abbiamo uno stuolo di assistenti che ci segue sui due piani dell’esposizione. Gli articoli sono esposti con molta cura e l’ambiente ampio e completamente senza finestre sembra un caveau; però per un’oretta abbiamo l’impressione di non essere su un’isola indonesiana ma in una scenografia di un film di Tim Burton, tanto sono stravaganti i decori, la scalinata, i lampadari, … Deve essere l’estrosità del designer canadese John Hardy che, dal 1975, si è stabilito a Bali perché innamorato del posto e, proprio qui, ha creato la sede delle sue attività creando un’accademia per la lavorazione e creazione di gioielli in argento.
Prima di rientrare in hotel passiamo dal villaggio di Petulu. Questo luogo è noto per gli aironi bianchi che, alla sera, si posano sugli alberi lungo la strada. Già a quest’ora ce ne sono parecchi, ma quello che cattura la nostra attenzione è una cerimonia che si tiene nel tempio locale che, per questa occasione abbonda di doni e coloratissimi cesti di offerte, con un via-vai di fedeli vestiti con abiti tradizionali … molto bello !!
Oramai con Wirta abbiamo finito e non ci resta che salutare e ringraziare la nostra mitica guida; è stata una bella esperienza farsi “scarrozzare” in giro, soprattutto per viaggiatori come noi abituati a muoversi da soli. Consiglio assolutamente di contattare lui se ci fosse qualcuno interessato ad intraprendere un viaggio a Bali.
Mentre i due maschietti decidono di fare un’altra seduta di massaggi; noi donne invece andiamo a fare un giro a piedi sulla Jalan Raya Ubud, passiamo da Casa Lempad, il laboratorio e atelier open-air del più noto artista balinese. Poi un po’ di shopping nelle vie del centro e rientro percorrendo la Jalan Wanara Wala. Passiamo di nuovo davanti alla Foresta delle Scimmie e scorgiamo in lontananza qualche macaco…
Cena al Pundi Pundi dove oramai siamo di casa e, dato che è l’ultima sera a Ubud, non ci facciamo mancare nulla !

 

22 Agosto 2008

BALI Ubud – LOMBOK Gili Trawangan

Sveglia alle 6:00. Facciamo una veloce colazione nella lobby e alle 7:15 arriva a prenderci il pulmino che ci porterà a Padangbai e da qui in motoscafo ci trasferiremo alle Isole Gili. Il percorso che ci conduce al porto ci svela quella parte di Bali che non abbiamo ancora visto; di nuovo ci troviamo immersi in strade super trafficate anche a quest’ora del mattino mentre il secondo tratto è sconnesso e pieno di curve. Non riesco a godermi la vista dei panorami che attraversiamo; infatti mi viene il mal d’auto anche su un breve tratto di autostrada a 4 corsie, tanto guida male quest’autista ! Dopo un’ora abbondante di viaggio, finalmente arriviamo a Padangbai. Scendere però in una piazza gremita di viaggiatori con valige, zaini e borsoni, con venditori ambulanti ad ogni passo e cani randagi in ogni angolo non è per niente rincuorante; a questo punto vorrei essere già a destinazione, ma purtroppo ci sono ancora i biglietti da fare e i tempi di attesa per l’imbarco sono lunghi. La compagnia si chiama EKA JAYA e l’emissione dei documenti d’imbarco è anacronistica: la prenotazione è scritta a mano su un registro consunto e il pagamento è corrisposto in contanti: sborsare 3.600.000 rupie ci ha fatto un po’ impressione. Il furbetto di turno ha pure provato a farci pagare la tariffa piena … ( la prenotazione è stata fatta da Wirta parecchie settimane in anticipo e sapevamo già la cifra precisa, per fortuna ). Il peggio deve comunque venire: prima ci sorbiamo una lunga attesa al molo sotto il sole cocente, poi un viaggio di 1 ora e ½ molto critico per chi soffre di mal di mare, il tutto aggravato dalle forti esalazioni di carburante che si respirano a bordo. Arriviamo finalmente a Gili T. alle 10:00; vista la mancanza di un molo si sbarca direttamente in acqua; tutti viaggiatori attendono poi sul bagnasciuga con la speranza che il proprio bagaglio non finisca in mare, visto che valige, zaini, borse vengono scaricati a mano da una decina di collaboratori della compagnia, con non poche difficoltà direi. Raccattata la nostra roba, speriamo di intravedere i nostri nomi su un cartello: qualcuno dovrebbe attenderci per accompagnarci in hotel.
Con due cidomo ovvero l’unico mezzo di trasporto sulle isole ( carretti trainati da cavalli chiamati anche horse-cart ) veniamo accompagnati al GILI ECO VILLAS, dove abbiamo prenotato un appartamento. Il percorso è di tutto fuori che su una strada: si passa in mezzo alle palme, su fondi sabbiosi o pieni di radici e buche – un autentico Camel Trophy ! – .
Ci troviamo nella parte nord dell’isola, un po’ distante dal centro turistico, dai locali e dalla confusione, ma il posto è magnifico. La villa è composta da due camere da letto; il resto è all’aperto: una grande veranda ( due bagni, cucina e salotto ) arredata interamente con mobili in teak riciclato. La struttura è eco-friendly: è quasi autosufficiente grazie all’energia prodotta da impianti eolici e solari, le acque degli scarichi vengono trattate e c’è la raccolta differenziata dei rifiuti … un bell’esempio di virtuosismo, difficile da vedere altrove.
Dopo un trasferimento così stancante abbiamo tutti voglia di relax, quindi dopo un delizioso piatto di spaghetti al pomodoro ( pasta e pelati portati dall’Italia e cucinati nella nuova cucina ) decidiamo di starcene in piscina: chi a leggere, chi a poltrire e chi ad imparare a nuotare senza braccioli ! La spiaggia è proprio lì a due passi, non è ampia e ha l’aspetto un po’ selvaggio, ma è bella; peccato che il mare sia pieno di scogli e coralli; difficilmente balneabile soprattutto con la bassa marea …
Nel tardo pomeriggio partiamo e, a piedi, seguiamo la costa; è incredibile come in alcuni tratti la spiaggia ed il mare assumano connotati molto diversi tra loro, in alcuni punti sembra di essere ai Caraibi ! Arrivati al villaggio pressoché all’ora di cena, ci troviamo immersi nel caos turistico della via principale: negozi di ogni tipo, hotel ma soprattutto locali e ristoranti che brulicano di gente. La nostra scelta cade sul SCALLYWAG BEACH RESTAURANT: ottimo pesce alla griglia e delizioso dessert. Anche qua non possiamo non notare la massiccia presenza di connazionali.
Per il rientro ci affidiamo al trasporto in cidomo. La trasferta si rivela allucinante; data l’oscurità non abbiamo punti di riferimento ed in certi momenti abbiamo l’impressione che il carretto si ribalti o peggio si spezzi in due. Mi ha fatto molta pena il cavallo che, sotto le frustate del conduttore, doveva pure procedere senza esitare …. Arrivati a destinazione e pagato l’elevato prezzo del servizio, all’unanimità decidiamo di evitare gli spostamenti notturni.

 

23 Agosto 2008

LOMBOK Gili Trawangan

Dopo una deliziosa colazione ( i pancakes alla banana sono ottimi ), ci attrezziamo per fare la camminata sulla spiaggia, nella stessa direzione di ieri. Il tempo è meraviglioso e i posti che invogliano a fermarsi sono numerosi; sul bagnasciuga io ed Alice raccogliamo un po’ di coralli bianchi dalle forme più svariate: abbiamo notato che vengono utilizzati per decorare e realizzare scaccia-spiriti.
Il mare ha uno stupendo colore azzurro – verde che invita ad immergersi, quindi facciamo una lunga pausa per prendere il sole, rilassarci e fare il bagno.
Verso l’ora di pranzo ci avviamo verso la via principale alla ricerca di un locale dove mangiare. La nostra voglia di pizza ci porta alla TRATTORIA ma la scelta si rivela ben presto pessima: cibo scadente e servizio che lascia molto a desiderare. Nella piazzetta c’è un mini-market; tra gli scaffali impolverati riesco a trovare una confezione di fusilli e una di passata di pomodoro. Per altre necessità, vi si trova una larga offerta di funghi allucinogeni in vendita alla luce del sole lungo la strada principale …
Visto che Alice è un po’ stanca, io e lei rientriamo in cidomo, gli altri invece preferiscono farsi quattro passi, così anche per digerire.
Nella tranquillità della casa facciamo un po’ di compiti e poi ce ne stiamo in piscina a goderci il bel sole e a nuotare. Solo una famiglia di australiani ci fa compagnia e divide lo spazio con noi !
Cena casalinga a base di pasta e di insalata ( ordinata alla cucina della reception ); i nostri avanzi vengono divorati da otto gatti arrivati da ogni angolo del giardino …

 

24 Agosto 2008

LOMBOK Gili Trawangan
Il programma di oggi è identico a quello di ieri: passeggiata lungo la spiaggia, stop per bagno in mare e poi pranzo da SCALLYWAGS. La giornata è magnifica e fa molto caldo; per rientrare all’alloggio prendiamo il carretto; oramai ci siamo abituati ai fondi dissestati di queste strade e alla mancanza di ammortizzatori di questi mezzi, però ci siamo fatti più furbi: evitiamo la parte più impervia facendo fermare il cidomo all’hotel situato un po’ prima del nostro e percorrendo a piedi l’ultimo tratto …
Il resto del pomeriggio lo trascorriamo in pieno relax; Alice fa ancora un po’ di esercizi di matematica.
Ceniamo di nuovo nella nostra splendida casa e ci godiamo l’ultima serata a Gili, questa volta senza la compagnia dei felini.

 

25 Agosto 2008

LOMBOK Gili Trawangan - BALI Seminyak
Dopo la colazione, sempre ottima, salutiamo i simpatici addetti del BALI ECO VILLAS e partiamo alla volta del porto; dove abbiamo la barca veloce dell’EKA JAYA che ci ricondurrà sull’isola di Bali.
Alle 11:00 inizia l’imbarco improvvisato; cerchiamo di accaparrarci dei posti vicini ai finestrini. Ci riusciamo nell’intento, ma ciò non è sufficiente a rendere confortevole il viaggio: mare mosso e solito irrespirabile odore di gas di scarico rendono la trasferta un’ odissea. Io non sono mai stata così male; nemmeno un pezzo di cartone usato come ventaglio mi ha dato un po’ di sollievo … per fortuna che nessuno ha vomitato, evitando così un “effetto domino” dai risvolti tragici.
Arrivati a Padangbai ci viene assegnato un pulmino che ci accompagnerà nel nostro hotel a Seminyak; con noi viaggiano alcuni turisti, sia italiani che stranieri, più o meno diretti da quelle parti.
Dopo un’ora abbondante di trasferimento, eccoci al BALI SWISS VILLAS. Tutte le prenotazioni le ho fatte tramite il sito Booking.com. Per la nostra ultima notte a Bali, abbiamo scelto una sistemazione con piscina privata, che utilizziamo immediatamente appena entrati nella casa; ognuno di noi sente la necessità di scrollarsi di dosso tutta la fatica del viaggio che abbiamo sopportato nelle ultime ore ( un volo intercontinentale è una passeggiata al confronto !! ). Visto che siamo pure digiuni, ordiniamo un pizza d’asporto e la consumiamo nella nostra cucina. E’ in questa occasione che notiamo il lerciume della zona cottura / lavello, ma il peggio è trovare tazze, bicchieri e altre stoviglie sporchissimi ! E’ la prima volta che ci troviamo in una situazione del genere dove la facciata del lusso e dell’eleganza nasconde orrori del genere. Inoltre il WI-FI è a pagamento e il posto è invaso da zanzare … Leggendo in seguito i feedback dati da altri ospiti ho trovato le stesse lamentele ( per non sbagliare, ho lasciato anche la mia testimonianza ). Per fortuna la nostra permanenza qui è solo per questa notte !
Nel tardo pomeriggio lasciamo la nostra “dimora” ed in taxi raggiungiamo il centro di Seminyak. Per un’oretta passeggiamo sulla Jalan Laksmana ( nota anche come Jl. Oberoi ), facciamo un po’ di shopping – per lo più articoli per la casa da TIRTA NAGA – e poi a cena in un ristorante scelto a caso tra le molteplici possibilità: il BISTRO BATU KALI. Bello il locale e la musica, ottimo il servizio ed il cibo squisito !
Soddisfatti per il giretto serale, rientriamo nelle nostre stanze ( di nuovo in taxi, in quanto non sappiamo ancora orientarci ).
Notte inquieta per la massiccia presenza di insetti e per musica ad alto volume proveniente da una villa vicina.

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Foto e racconti di viaggio

Chi siamo

Alessandro (classe 1967) Appassionato di viaggi, fotografia e meteorologia.

Alice (classe 2003) Piccola esploratrice (munita di passaporto già dalla tenera età) e fotografa in erba.

Elisabetta (classe 1969) Amante dei viaggi, dell'organizzazione e della pianificazione degli stessi. Fotografa per caso con predilezione per il black&white.

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